Il mio BIIIIP preferito
Inserite al posto del bip quel che vi pare...tanto è uguale.
qualche giorno fà, tanto per passare il tempo, ho compilato un questionario via e-mail.
No, non di quelli che se non li rispedisci a 39,4 periodico persone prima di 5 secondi ti becchi la gonorrea fulminante acuta e cronica.
una semplice catena per avere la possibilità di sfogare il proprio protagonismo.
ti piace cucinare? hai un cane? pantofole o ciabatte?
non ha molto senso mettersi a scrivere quelle cose per poi spedirle ai tuoi amici...se sono tuoi amici dovrebbero conoscerle già, no? però la soddisfazione di sapere che diverse persone hanno dedicato almeno dieci minuti del loro tempo solo a quel che hai scritto è piacevole.
ma in fondo se non fossi esibizionista non starei qua a scrivere con la pretesa che alla grande rete interessino le mie riflessioni insieme ad un mio amico.
A questo proposito vi sarete accorti che le discussioni sono abbastanza 'digerite' ed aggiustate prima di essere trascritte...di solito durano ore con interminabili digressioni, riassumerle in pochi post implica sempre un accordo su come presentare la questione...
Ritornando a noi, o a me, nello specifico, devo dire che fra tutte le domande le uniche che mi hanno messo in crisi sono le solite: qual'è il tuo film preferito? la pizza? la canzone?
Ho sempre provato un leggero fastidio nel dover rispondere a questo genere di domande, che infatti eludo puntalmente.
Ho come l'impressione che si cerchi di semplificare troppo una cosa complessa e volubile come i gusti...come quando si vorrebbe rispondere "si, ma..." ma puoi rispondere solo sì o no.
Dentro abbiamo un'animo complesso e sfaccettato, e questo genere di domande ti schiacciano come se cercassero di ridurti ad una tavola di fumetto:bidimensionale, privo dei dettagli che ti rendono vero, ridotto ai tratti essenziali, in tono di grigio.
E la stessa violenta sensazione la provo quando sento la frase "essere sè stessi", detta sempre con la velata allusione al doversi comportare con tutti nello stesso modo.
Se sei tè stesso sei per tutti uguale.
Se due persone ti conoscono in modo diverso, uno dei due te stesso è una maschera, una menzogna senza valore di verità alcuno salvo il fatto stesso di essere falso.
Non credo di essere l'unico quando dico di sentirmi complesso e ricco di sfaccettature, spesso incompatibili fra di loro.
Mi piace fare volontariato ed allo stesso modo posso divertirmi a far del male agli altri.
sono entrambe le cose, entrambi questi mè stessi, ma se li mostrassi entrambi non sarei coerente (quanto riempie la bocca questa parola, vero? assaporatela...coerente...), ma solo schizofrenico.
Ogni persona che incontro fà risuonare una corda diversa di mè, porta a galla un aspetto diverso del mio essere, senza accezzioni di merito o di demerito.
il fatto che con qualcuno parli di filosofia e con qualcun altro di donne non significa che la mia amicizia con uno è meno forte che con l'altro.
Ogni nuova conoscenza diventa quindi un modo non solo per scoprire l'altro, ma anche me stesso, lasciando che la presenza di quella persona faccia uscire un lato di me di cui magari non sospettavo l'esistenza.
Se è vero che gli altri sono il nostro specchio, irrigidirci nel voler dare un'immagine ben precisa di noi, coerente (potrei ripeterlo cento volte da quanto mi piace...coerente coerente coerente coerente...), è come mettersi di fronte allo specchio ad occhi chiusi.
Non si scopre nulla di nuovo.
Si rimane sempre e solo sè stessi, senza crescere, senza cambiare.
Morti viventi.
qualche giorno fà, tanto per passare il tempo, ho compilato un questionario via e-mail.
No, non di quelli che se non li rispedisci a 39,4 periodico persone prima di 5 secondi ti becchi la gonorrea fulminante acuta e cronica.
una semplice catena per avere la possibilità di sfogare il proprio protagonismo.
ti piace cucinare? hai un cane? pantofole o ciabatte?
non ha molto senso mettersi a scrivere quelle cose per poi spedirle ai tuoi amici...se sono tuoi amici dovrebbero conoscerle già, no? però la soddisfazione di sapere che diverse persone hanno dedicato almeno dieci minuti del loro tempo solo a quel che hai scritto è piacevole.
ma in fondo se non fossi esibizionista non starei qua a scrivere con la pretesa che alla grande rete interessino le mie riflessioni insieme ad un mio amico.
A questo proposito vi sarete accorti che le discussioni sono abbastanza 'digerite' ed aggiustate prima di essere trascritte...di solito durano ore con interminabili digressioni, riassumerle in pochi post implica sempre un accordo su come presentare la questione...
Ritornando a noi, o a me, nello specifico, devo dire che fra tutte le domande le uniche che mi hanno messo in crisi sono le solite: qual'è il tuo film preferito? la pizza? la canzone?
Ho sempre provato un leggero fastidio nel dover rispondere a questo genere di domande, che infatti eludo puntalmente.
Ho come l'impressione che si cerchi di semplificare troppo una cosa complessa e volubile come i gusti...come quando si vorrebbe rispondere "si, ma..." ma puoi rispondere solo sì o no.
Dentro abbiamo un'animo complesso e sfaccettato, e questo genere di domande ti schiacciano come se cercassero di ridurti ad una tavola di fumetto:bidimensionale, privo dei dettagli che ti rendono vero, ridotto ai tratti essenziali, in tono di grigio.
E la stessa violenta sensazione la provo quando sento la frase "essere sè stessi", detta sempre con la velata allusione al doversi comportare con tutti nello stesso modo.
Se sei tè stesso sei per tutti uguale.
Se due persone ti conoscono in modo diverso, uno dei due te stesso è una maschera, una menzogna senza valore di verità alcuno salvo il fatto stesso di essere falso.
Non credo di essere l'unico quando dico di sentirmi complesso e ricco di sfaccettature, spesso incompatibili fra di loro.
Mi piace fare volontariato ed allo stesso modo posso divertirmi a far del male agli altri.
sono entrambe le cose, entrambi questi mè stessi, ma se li mostrassi entrambi non sarei coerente (quanto riempie la bocca questa parola, vero? assaporatela...coerente...), ma solo schizofrenico.
Ogni persona che incontro fà risuonare una corda diversa di mè, porta a galla un aspetto diverso del mio essere, senza accezzioni di merito o di demerito.
il fatto che con qualcuno parli di filosofia e con qualcun altro di donne non significa che la mia amicizia con uno è meno forte che con l'altro.
Ogni nuova conoscenza diventa quindi un modo non solo per scoprire l'altro, ma anche me stesso, lasciando che la presenza di quella persona faccia uscire un lato di me di cui magari non sospettavo l'esistenza.
Se è vero che gli altri sono il nostro specchio, irrigidirci nel voler dare un'immagine ben precisa di noi, coerente (potrei ripeterlo cento volte da quanto mi piace...coerente coerente coerente coerente...), è come mettersi di fronte allo specchio ad occhi chiusi.
Non si scopre nulla di nuovo.
Si rimane sempre e solo sè stessi, senza crescere, senza cambiare.
Morti viventi.

2 Comments:
ci sono persone che non sono capaci di fare quello che tu fai... perchè ad es temono che mostrando differenti aspetti di sè possano perdere se stessi... e a volte si perdono veramente... oppure altri che pensano di vivere e mostrare se stessi ma non si rendono conto che non hanno la benchè minima idea di quali siano veramente le loro idee, desideri, sogni... spesso vivono quelli degli altri... è bellissimo invede potersi mescolare agli altri, assorbirli, mimetizzarsi, scoprire aspetti di sè inaspettati, senza mai perdere il filo rosso della propria impronta personale... non parlo di coerenza, ma di stile
Credo che vivere nella paura di cambiare sia una cosa terribile.
E' proprio la nostra paura che ci perde di fronte alla parte di noi stessi che non conosciamo.
Non ci si riconosce, ci si rifiuta, ci si odia.
Siamo separati in casa con qualcuno che non riconosciamo più, che non capiamo.
E l'incomprensione è notoriamente la porta d'ingresso principale per la paura e la rabbia.
No, non è decisamente un bel modo di vivere.
Per quanto riguarda i secondi, posso solo dire di provare una certa compassione.
Conoscersi, scoprirsi e crescere sono forse fra le cose più belle e appaganti della vita anche se fra le più difficili.
Non sò cosa possa spingere qualcuno a vivere così, ma gli auguro con tutto il cuore di riuscire a superare l'empasse.
E in ultimo devo dire che sono un pò invidioso di vedere espresse in modo denso e toccante le idee del post in due righe. ;)
Posta un commento
Links to this post:
Crea un link
<< Home