martedì, giugno 20

Persone

E' incredibile come la fisionomia di alcune persone ci ricordi, con inevitabile, anche se apparente, precisione alcuni personaggi, zeppi di luoghi comuni, e forse proprio per questo cosi' tremendamente interessanti.

Al ristorante di un albergo mi sono ritrovato di fronte il prototipo del trafficante d'armi.

Ditemi se non ve lo immaginate cosi': mulatto, di una tonalita' bronzea che ricorda piu' i mediorientali e gli arabi piuittosto che i maghrebini o i centraficani.

Pochi capelli, corti e ben curati sulle tempie, di un nero denso e oleoso, piu' scuro della notte, un nero che davvero sembra mangiare la luce che lo circonda.


Dei baffi, incredibilmente folti, del tipo che da noi si portavano negli anni '80, quando qualsiasi cosa doveva avere una nota kitsch, nel migliore dei casi, trash, per come la chiameremo oggi, nel peggiore. E spesso si era nel peggiore dei casi.


Le spalle leggermente incurvate e un ventre decisamente pronunciato danno un'idea sbagliatta di quest'uomo. La camminata ferma e decisa e la postura eretta raccontano di quando quelle mani, che ora strinono una nuova Mont Blanc, ora le mani di uno sceicco, un momento dopo quelle di un assassino, sono state modellate intorno all'impugnatura di una Eagle semiautomatica, lucente, sempre perfettamente pulita e pronta a sparare.

Perche' un soldato non si fa mai coglere di sorpresa.

Ma e' lo sguardo di quell'uomo quello che piu' mi ha colpito. Lo sguardo di qualcuno che ha trovato la propria strada fuori dall'inferno, senza paura, senza curarsi delle fiamme che dalla casa del demonio si portava dietro e che si spargevano nel mondo, con la forma di uomini e donne, col colore del sangue, con l'odore di budella dilaniate dai colpi di un M163 Vulcan.

Che sguardo aveva, direte voi...

Tranquillo, perche' tranquilla e' la vita della tigre tra i cerbiatti.

Di rado si e' soffermato ad osservare le persone che lo circondavano, non una smorfia, allegra o triste, gli ha solcato il viso. Sfogliava indolente un giornale, che poteva essere qualsiasi, non lo avrebbe certo interessato di piu', sorseggiava, di tanto in tanto, il suo vino e, mi viene da dire, pensava alla sua strada, a quello che aveva ancora davanti, a come trasformarla in quello che voleva.

Come tutti, come chiunque. L'unica differenza tra lui e una persona comune dopotutto sta in quello che vende: qualcuno vende lavoro, qualcuno viti, qualcun'altro si arrangia con i lanciarazzi e gli AK-47.

E' interessante vedere quante cose si porta dietro una persona, senza volerlo, senza saperlo, solo per le associazioni che riesce a scatenare negli altri.

Pirandello insegna, un naso puo' al contempo pendere a destra, oppure no. E una persona puo' essere al contempo un semplice cliente di un albergo di Milano, oppure il fornitore ufficiale della squadra di esplosione libera di Hamas.

2 Comments:

Anonymous rosalba said...

Ehi Eskin, certo quell'uomo deve averti impressionato parecchio eh?

1:40 AM  
Anonymous Dr Ben Hur said...

Di certi incontri se ne viene a sapere solo dal blog.. Interessanti direi..al suo posto avrei verificato le ipotesi: "Scusi.. è lei il fornitore di Osama!? Potrei distribuire in Italia.. che ne pensa?!" XRosalba.. Informatori narrano che dopo questo sogno abbia fatto ricorso ad un ricovero in una clinica psichiatrica di Montecarlo... "Xchè Montecarlo.. Eskin nn aveva riferimenti a Montecarlo.. Eskin nn aveva amici a Montecarlo.. Eskin nn conosceva Montecarlo.. xchè, xchè..? Una strana storia.. una brutta storia.."

2:18 PM  

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