e questa siepe, che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. Ma sedendo e mirando, interminati spazi di là da quella, e sovrumani silenzi, e profondissima quïete io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura. E come il vento odo stormir tra queste piante, io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando: e mi sovvien l'eterno, e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei. Così tra questa immensità s'annega il pensier mio: e il naufragar m'è dolce in questo mare
poche altre parole nella storia umana hanno espresso con altrettanta efficacia e delicatezza il senso di smarrimento commisto a meraviglia che l'uomo prova di fronte a qualcosa di assoluto come l'infinito. Per vincere questo timore, questa schiacciante supremazia del vuoto su di noi, abbiamo inventato la poesia dei diamanti sul velluto o ridotto la distanza fra noi e le stelle più lontane a degli sterili esponenti di 10, mascherando con la comodità dei conti il nostro vero scopo:cercare di schiacciare quell'infinito, di comprimerlo o mascherarlo fino a renderlo tollerabile.
Nelle nubi cerchiamo forme aggraziate, salvo poi fuggire quando il fronte di una tempesta ci mostra con le sue dimensioni, ancora prima che con la sua violenza, la nostra misera, fragile natura.
L'orizzonte è forse la cosa di cui dobbiamo essere più grati: un semplice gioco di luce ci permette di vivere la nostra vita sereni, di nuotare in mari che altrimenti ci sembrerebbero troppo grandi per noi, che ne grattiamo invano la superfice illudendoci di averli domati. Forse è solo nel mare, nell'oceano profondo e sconfinato, senza terra all'orizzonte, abbastanza a fondo perchè non si capisca quale sia la direzioni per l'agognata superfice, che si può capire cosa può aver provato chi per primo ha visto l'alba spuntare da una terra sferica, un piccolo ciottolo rotolante nel nulla. Rendersi conto, percepire non solo razionalmente, la distanza delle stelle ci provoca una profonda vertigine, un irrefrenabile bisogno di buttarci a terra per non perdere ogni contatto con la realtà. Cosa può aver provato allora chi è stato nello spazio e, girando le spalle al suo pianeta natio, ha fissato il vuoto senza l'appliglio dell'erba o la guida della gravità?
Se c'è una cosa che và di moda in questi periodi è la pandemia. Un tempo c'era il natale, ma dopo un millennio non fà più notizia, quindi i giornali, Tg, chiacchieroni vari assortiti hanno bisogno di qualcosa di nuovo per vendere. hanno fatto le prove generali tre anni fà, con la prevista pandemia influenzale di non ben specificato ceppo. In realtà è stato un incidente, se ben ricordate:non ricordo quale agenzia sanitaria o medico ha detto che entro pochi anni sarebbe scoppiata una pandemia, gemella della famosa spagnola e forse anche più pericolosa...questa volta i morti sarebbero potuti essere contati con nove cifre se non si fossero prese precauzioni. Poi un giornalista, in uno sbaglio che sarei disposto anche a perdonare, ci ha terrorizzato scrivendo che fior fior di medici avevano previsto per quell'inverno un'influenza tale che non s'era vista dal tempo delle piaghe d'egitto, e che forse saremmo morti tutti. Certo, al tempo ero meno cinico verso i giornali e devo dire di aver avuto paura, molta paura. Poi è arrivata la smentita, era un errore, tutti tranquilli che farete in tempo a far girare ancora l'economia sotto natale. Ma I Giornalisti avevano scoperto un'arma terribile:La Pandemia. Basta nominarla che ascolti e vendite schizzano alle stelle insieme a paura ed isterismi. Bastano un paio di cinesi morti e la fine del mondo sembra a portata di mano, con tutto il guadagno che questo porta alle vendite dei servizi d'informazione, o pseudoinformazione.
E così poi è toccato alla SARS, terribile broncopolmonite che probabilmente ha provocato in tutto il mondo meno morti dei funghi dei piedi. Certo, era pericolosa e non ci sono stati problemi per via della movimentazione in forze dei servizi sanitari, ma questo ci avrebbe dovuto dare un'idea della grandezza del problema:non siamo così tanto in pericolo come tutti volevano farci pensare. Poi la SARS è scomparsa, violenta e fulminea come era venuta.
Finita la SARS hanno voluto continuare a pescare dal pozzo, a costo di ritornare nella famosa favola del bimbo che gridava "Al lupo!". E così siamo giunti all'influenza aviaria. Lì per lì non ci credevo...adesso ci volevano propinare questa idiozia? non potevo credere che la gente ci sarebbe cascata una terza volta, ma come troppo spesso ho peccato di ottimismo e confidato troppo nei miei simili. quando ho visto la gente allontanarsi dal banco frigo al supermercato ho capito veramente a che livello siamo arrivati:Come al tempo della sars sobbalziamo per ogni sternuto e siamo tanto scesi in paranoia da superare ogni standard di sicurezza e temere che la carne di pollo morta e cotta possa misteriosamente attaccarci un'inlfuenza. Se vi dicessi che una fiorentina vi può attaccare il raffreddore, mi prendereste sul serio?
Io vivo a stretto contatto con l'ambiente medico ed ho avuto di tenere discussioni sull'argomento (o meglio, chi sapeva parlava e io mi limitavo ad ascoltare...), informandomi su questa influenza dei polli.
Vengo a sapere che questa malattia non è ancora contagiosa da uomo ad uomo, ma che necessiterebbe di un giro di mutazioni terribilmente complesso per riuscirci. Poi scopro come vivevano i cinesi che si sono ammalati e mi sconvolgo: lasciando stare sentimenti umanitari di sdegno per la situazione civile cinese, questi poveracci abitano in decine di persone nello stesso capanno in cui allevano tutti i loro animali, a stretto contato con loro, condividendo cibo ed acqua con polli, maiali e quant'altro. Migliaia di persone vivono così tutti i giorni da quelle parti, in condizioni in cui noi non teniamo neppure i nostri animali peggiori, e poi ci stupiamo se si beccano qualcosa di grave. Anzi, viste le loro condizioni, mi sembra strano che non sia stata un'ecatombe! invece solo poche, pochissime vittime. mi sorge quindi un dubbio violento...ma non è che ce la stanno dando a bere in modo un pò troppo forzato? basta ascoltare le notizie senza farsi prendere dall'emozione per capire cosa sia in realtà questa pandemia aviaria...una bufala. non ci sono vere probabilità che si scateni e per capodanno ci saremo già dimenticati di tutti i nostri problemi con le influenze 'straordinarie'. datemi retta, non fate i polli e non beccate tutto quello che vi lanciano sotto il becco, potreste ammalarvi gravemente. Non d'influenza, ma d'ingiusto panico.
NdA:purtroppo questo post è stato pubblicato dopo capodanno, ma il senso rimane intatto.