mercoledì, giugno 28

Carta Bianca

Devo ammetterlo, oggi postare è una gran fatica.
Sarà il caldo, lo stress per gli esami o qualche congiunzione cosmica avversa.
Non lo sò.
Però sò che, nonostante tutto sono qua a scrivere.
Potrei anche decidere di non postare...sicuramente Eskin' troverebbe qualcosa da dire...peccati che Eskin non ci sia.
Pazienza, potrei chiedervi con un breve post di essere pazienti e di lasciarmi prendere una settimana di riposo: forse neppure vi mancherei troppo.
Però, però...
La verità è che per quanto possa essere difficile a faticoso, mi piace postare.
Mi piace in generale scrivere.
Ed è proprio per questo che sono qui.
Non perchè qualcuno mi chiede di farlo, nè perchè creda che i nostri pensieri possano cambiare il mondo, anche se di poco, e nemmeno per esibizionismo estremo.
Mi piace scrivere...è affascinante, come lo è una seduzione.
Il primo approccio è difficile, talvolta duro...in altri rari casi anche doloroso.
Fissi il foglio bianco, vuoto come la tua mente in quel momento.
Soffri di ansie da prestazione: ci riuscirò, piacerà, ne varrà la pena?
Inizi con un timido balbettio, un leggero ed incerto battere sui tasti.
Non ne viene nulla di buono, mai.
Scrivi un paio di parole, le cancelli, tenti una nuova frase, a cui tocca la stessa sorte.
Poi succede.
Come in un film romantico i protagonisti in mezzo ad un litigio si baciano con foga, il foglio cambia.
Rimane bianco e intonso, ma non è più minaccioso: è una voragine in cui ti perdi, un nirvana, una droga, un amplesso.
Tutto è diverso ora...le parole sgorgano da sole, tracciando arabeschi neri sulla pagina, sottili armonie accompagnate dal ritmo misterioso del battere dei tasti.
Non pensi più, il foglio assorbe ogni cosa.
Mentre fai altro continui a battere, anche con un solo dito pur di non lasciare andare quel momento.
Poi ti fermi; in qualche modo hai concluso.
Rimiri la tua opera.
Non sei più nella fase calda, ma in quella romantica.
Inizi la correzzione, leggendo con cura ogni frase, soppesando parole e ritmo e, con delicatezza, cambi quelle poche lettere che bastano a renderla perfetta, come uno scultore che accarezza il marmo fino a farlo diventare liscio come la seta.

E' per questo che scrivo su questo blog, è per questo che scrivo racconti, è per questo che, anche quando non ho nulla da fare tamburello sui tasti, come una reazione spontanea.
E' una amore forte, che molti prima di me hanno descritto prima di me, forse in modo migliore...pensate a "scoprendo forrester" o a "misery" (pensavate fosse un orror? sbagliavate ^_^).
E' per questo che io ne parlo ora.
E, come una brava amante, la scrittura non mi ha tradito neppure in questo difficile frangente.

Un saluto a tutti
Amisis

martedì, giugno 20

Persone

E' incredibile come la fisionomia di alcune persone ci ricordi, con inevitabile, anche se apparente, precisione alcuni personaggi, zeppi di luoghi comuni, e forse proprio per questo cosi' tremendamente interessanti.

Al ristorante di un albergo mi sono ritrovato di fronte il prototipo del trafficante d'armi.

Ditemi se non ve lo immaginate cosi': mulatto, di una tonalita' bronzea che ricorda piu' i mediorientali e gli arabi piuittosto che i maghrebini o i centraficani.

Pochi capelli, corti e ben curati sulle tempie, di un nero denso e oleoso, piu' scuro della notte, un nero che davvero sembra mangiare la luce che lo circonda.


Dei baffi, incredibilmente folti, del tipo che da noi si portavano negli anni '80, quando qualsiasi cosa doveva avere una nota kitsch, nel migliore dei casi, trash, per come la chiameremo oggi, nel peggiore. E spesso si era nel peggiore dei casi.


Le spalle leggermente incurvate e un ventre decisamente pronunciato danno un'idea sbagliatta di quest'uomo. La camminata ferma e decisa e la postura eretta raccontano di quando quelle mani, che ora strinono una nuova Mont Blanc, ora le mani di uno sceicco, un momento dopo quelle di un assassino, sono state modellate intorno all'impugnatura di una Eagle semiautomatica, lucente, sempre perfettamente pulita e pronta a sparare.

Perche' un soldato non si fa mai coglere di sorpresa.

Ma e' lo sguardo di quell'uomo quello che piu' mi ha colpito. Lo sguardo di qualcuno che ha trovato la propria strada fuori dall'inferno, senza paura, senza curarsi delle fiamme che dalla casa del demonio si portava dietro e che si spargevano nel mondo, con la forma di uomini e donne, col colore del sangue, con l'odore di budella dilaniate dai colpi di un M163 Vulcan.

Che sguardo aveva, direte voi...

Tranquillo, perche' tranquilla e' la vita della tigre tra i cerbiatti.

Di rado si e' soffermato ad osservare le persone che lo circondavano, non una smorfia, allegra o triste, gli ha solcato il viso. Sfogliava indolente un giornale, che poteva essere qualsiasi, non lo avrebbe certo interessato di piu', sorseggiava, di tanto in tanto, il suo vino e, mi viene da dire, pensava alla sua strada, a quello che aveva ancora davanti, a come trasformarla in quello che voleva.

Come tutti, come chiunque. L'unica differenza tra lui e una persona comune dopotutto sta in quello che vende: qualcuno vende lavoro, qualcuno viti, qualcun'altro si arrangia con i lanciarazzi e gli AK-47.

E' interessante vedere quante cose si porta dietro una persona, senza volerlo, senza saperlo, solo per le associazioni che riesce a scatenare negli altri.

Pirandello insegna, un naso puo' al contempo pendere a destra, oppure no. E una persona puo' essere al contempo un semplice cliente di un albergo di Milano, oppure il fornitore ufficiale della squadra di esplosione libera di Hamas.

sabato, giugno 17

Sintesi

Ecco qua una parte elle nostre scuse, ovvero i post per la settimana scorsa, seppure con un certo ritardo...

Questo post sarà molto breve, in accordo con il titolo, visto che di sintesi si parla.
Per quanto possa smbrare incredibile vista la lunghezza di alcuni post, reputo la sintesi una cosa necessaria e colui che è in grado di esprimere grandi concetti in poche parole una persona dotata e con cui vale la pena di parlare.
Questo perchè la sintesi, oltre che la miglior dimostrazione del grado di comprensione di un problema, è anche il miglior strumento perchè un ascoltore disponibile possa comprendere le idee espresse: non dando informazioni ridondanti e superflue se ne mette ala luce il cuore, constringendo al tempo stesso ad una costruttiva riflessione per contestualizzarle al pieno.
Questo processo, che porta alla miglior discussione possibile, ovvero quella in cui entrambe le parti si comprendono, è però possibile solo se entrambi gli interlocutori sono aperti alla discussione e con il desiderio di comprendere le idee altrui.
Spesso per mancata cultura, negligenza o che altro non si fà, ed è allora che per convincere l'altro (e non er parlarci) si ricorre a grandi voli pindarici, dimostrazioni ed argomentazioni chilometriche e trucchi dialettici (molto difficili in un discorso sintetico).
Specialmente in una società come la nostra, in cui il tempo è diventato un bene economico, la brevità e l'efficienza di un messaggio dovrebbero essere rivalutati.
L'unico difetto della sintesi, come potete vedere, è che il discorso risulta duro, complesso e sicuramente poco poetico.
Quindi smetto di tediarvi.

mercoledì, giugno 14

Stupore

Vorrei intanto scusarmi a nome di entrambi per il mancato post della scorsa settimana.
Purtoppo a volte la jella ci si mette d'impegno...e la spunta.
Ma vedremo di farci perdonare, non preoccupatevi.
Ma passiamo alle cose serie...

La mia posizione nei riguardi della chiesa cattolica è tristemente nota: se tutto il clero svanisse per magia non riuscire a trattenere una grido di gioia.
Eppure, la settimana scorsa mi sono trovato quasi d'accordo con quanto affermato dal concilio.
Immaginatevi lo stupore!
Dopo una delle solite sparate sull'aborto, trovo una posizione nei confronti del femminismo con cui mi sono sempre trovato d'accordo: che è un'idiozia.
Precisiamo...non dico che le donne debbano stare ai fornelli, anzi, sono un accanitissimo sostenitore della parità dei sessi, ed è proprio qui che la mia visione del mondo diverge da quello delle femministe.
Difatti quelle che non seguono la girl-power (secondo cui l'uomo è un vibratore puzzolente con attaccati 70 chili di carne), sostengono l'uguaglianza dei sessi.
A questo punto la domanda legittima è: dove sarebbe la differenza?
Semplice, l'uguaglianza fra i sessi è totalmente impossibile se non deleteria, mentre la parità è qualcosa di più che auspicabile.
Lasciatemi spiegare meglio con qualche esempio, per cui mi farò odiare da molte lettrici del 'gentil sesso' o 'nuovo sesso forte' che dir si voglia:

Alcune credono che la parità consista nel comportarsi come scaricatori di porto: rutto libero e volgarità senza fine, mostrando addirittura una certo "orgoglio professionale" per quanto si è brave a bestemmiare.
Direi che la posizione si chiarisce da sè...per fare quella cosa ci sono già, appunto, gli scaricatori di porto.
Immagino che le suffragette finite in prigione per il suffragio universale sarebbero orgogliose di questa 'uguaglianza'.

Si parla ultimamente di quote rosa:per un partito dovrebbe essere obbligatorio avere almeno un tot di donne all'interno.
Il problema è che spesso ci si dimentica che la carenza di donne in politica è per prima cosa dovuta ad un disinteresse della maggior parte della popolazione femminile alla politica.
Non dico che farebbero male al sistema politico, anzi, ma non credo che la presenza di poche donne sia dovuta ad un "muro maschile", quanto semplicemente al bassissimo numero di donne che si presentano alle votazioni.

Ultimo punto il lavoro.
Una donna non sarà mai uguale (senza criteri di merito, per carità) all'uomo nel lavoro, per il semplice fatto che l'uomo non necessita di quel diritto innegabile che è la maternità.
E la possibile risoluzione di questo problema ( tutt'altro che banale ) non sono sicuro le solite quote rosa nelle assunzioni.
Non voglio dare facili soluzioni, ma direi che la non uguaglianza è palese.

Come ho detto, sono per la parità, non per l'uguaglianza.
Parità significa trovare un compromesso nel comportamento che l'intera società ha nei confronti dei due sessi (e non solo delle donne) in modo che ad entrambi sia garantita un trattamento dignitoso.
Le ingiustizie e le discriminazioni esistono infatti da entrambi i lati, senza distinzioni:
un uomo sensibile è preso in giro dagli amici, una donna disinvolta è schernita come poco di buono dalle amiche, e così via...
I due sessi sono diversi, ma l'integrazione non può avvenire schiacciando queste differenze.
quanto meno perchè alcuni comportamenti sono dettati dagli ormoni su entrambi i versanti.
Uomini e donne combattono un'infantile guerra combattuta a colpi di "noi siamo meglio" e, quando questo non fosse possibile, a colpi di "voi siete peggio".
Perchè "gli uomini sono tutti stronzi" e "le donne sono tutte puttane".
A me sembrano entrambi semplicemente infantili.
Non nego di essere caduto anch'io preda di alcuni di questi discorsi, ma in fin dei conti la perfezione è l'unico pregio che mi manca ^__^
Tornando seri, credo che l'unico sistema di trovare la pace "coniugale" sia iniziare a rendersi conto di quali lati del nostro comportamento siano problematici per gli altri e cercare di smussarli.
E' un processo lungo, probabilmente una perfetta convivenza non riuscirà mai, ma se non si inizia non si và da nessuna parte e da queste parti tutti se ne stanno arroccati nella propria posizione, specialmente le femministe.
I romani dicevano che anche la più lunga marcia inizia con un passo.
Noi tutti siamo evidentemente paralitici.